Fare i Piccelatielli con il licoli
Prendetela come una mia rivisitazione, e se c'è qualcosa che non quadra non esitate a commentare nel box dei commenti in fondo alla pagina, perché i consigli costruttivi e le critiche da queste parti sono sempre ben accolte.
Ingredienti
190 g di succo di mandarino
2 pizzichi di sale
1/2 cucchiaino di cannella in polvere
1/2 cucchiaino di chiodo di garofano in polvere
64 g di acqua (per rinfrescare il lievito)
64 g di farina (per rinfrescare il lievito)
La sera prima di cenare ho preso 32 g di lievito madre liquido, bello arzillo, poiché già rinfrescato di mattina, e l'ho impastato con 64 g di acqua e 64 g di farina. L'impasto ottenuto l'ho tenuto a temperatura ambiente almeno fin quando non mostra le prime bollicine, che di solito compaiono già dopo 60 minuti.
Dopo
cena per prima cosa ho mischiato le spezie in polvere alla farina per
farle amalgamare per bene e ho spremuto 6 mandarini dai quali ho
ottenuto 190 g di succo.
Fatto questo si può iniziare ad
impastare il lievito naturale alla farina, e un po' alla volta si
aggiunge il succo di mandarino.
Quando l'impasto sarà quasi amalgamato aggiungo 2 pizzichi di sale, ed impasto per bene fino ad ottenere un panetto più liscio possibile.
Fatto questo faccio levitare tutta la notte a temperatura ambiente.
La mattina prendo l'impasto bello gonfio e gli do un paio di pieghe veloci, stando attento a non fargli prendere troppa forza, formo una palla e la lascio riposare per qualche minuto.
Successivamente lo
stendo fino ad ottenere un salame e inizio a tagliarlo a fette.
Una volta tagliato l'impasto a fette, le stendo con le mani fino ad ottenere tanti salamini sottili e lunghi. Calcolate che questo sarà lo spessore del piccelatiello.
Di solito se si procede così i salamini non dovrebbero contrarsi o tornare indietro durante la stesura, proprio perché l'impasto è rilassato e ben lievitato.
Attenzione però a dare forza all'impasto, perché se così fosse dobbiamo attendere il rilassamento della pasta.
La regola vuole che i piccelatiegli vengano fritti in olio d'oliva. Io ho usato anche olio di semi di girasole e mi sono trovato bene.
Quando l'olio risulterà ben caldo allora potete metterli in padella e dare la forma che desiderate.
Si cuociono veramente in un attimo, e saranno pronti quando assumeranno un bella doratura da entrambi i lati.
Li preferisco tiepidi, perché gli aromi si assestano con il passare del tempo, anche se molti per tradizione li mangiano bollenti. Non per altro vengono chiamati in dialetto Susci, perché bisogna necessariamente soffiarci sopra (susciare) per evitare di scottarsi.
Cercate di consumarli in giornata perché tendono ad indurire con i giorni.
mamma mia, buonissimiiii
RispondiEliminaOttimi direi, li mangio anche durante l'anno, perché mi piacciono tanto, anche se d'estate non essendoci gli agrumi è complicato farli.
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